La finanza cinese richiama L'Eurozona

  • martedì 20 dicembre 2011
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barclays capital ha tagliato le stime per il Prodotto interno lordo della Cina nel 2012: dall’8,4 all’8,1%, a causa soprattutto della imminente recessione nell’area euro. A riportarlo i principali siti web finanziari internazionali. Nel terzo trimestre 2011 il Pil dovrebbe calare all’8,3%, e al 7,8 nel primo trimestre 2012. Secondo la banca d’affari britannica, la banca centrale cinese taglierà almeno altre quattro volte i requisiti di riserva bancaria richiesta, come ha già fatto di recente.

Nel corso dell’intero 2011 Pechino si è preoccupata soprattutto di tenere sotto controllo l’inflazione e l’andamento del Mercato Immobiliare. Imponendo alle banche di ridurre la quantità di risorse da dare in prestito ai privati e facendo crescere i tassi di interesse. Qualche successo nel settore dell’immobiliare è stato ottenuto, ma mese dopo mese al rallentamento del comparto manifatturiero si è aggiunto quello dei servizi.

A fine novembre il Purchasing Managers’ Index relativo al manifatturiero, un indice che evidenzia una crescita quando si attesta oltre i 50 punti e segnala una contrazione del mercato quando scende al di sotto di tale soglia, è passato da 50,4 a 49. Il primo rallentameno negli ultimi tre anni. Non è andata meglio per gli indicatori relativi al mercato dei servizi, visto che in questo caso la contrazione è stata di ben otto punti, da 57,7 a 49,7.

Le prime avvisaglie si sono già manifestate e le esportazioni sono sotto la costante minaccia dei mercati internazionali. Nel terzo trimestre, infatti, il Prodotto interno lordo di Pechino ha fatto registrare un netto passo indietro: da +9,5% a +9,1%.
Il governo, consapevole del momento delicato, non si è nascosto. Il vicepremier cinese, Wang Qishan, ha così commentato:

    “La situazione grave e complessa dell’economia mondiale si tradurrà inevitabilmente in una domanda mondiale insufficiente”.

Per riacquisire credibilità e spirito di competitività, Pechino ha promesso alle aziende dell’export importanti sgravi fiscali.
Le famiglie sono quelle che più hanno risentito di questa brusca frenata dell’economia. Nelle ultime settimane scioperi e proteste si sono moltiplicati. Il governo cinese è subito corso ai ripari ribaltando le manovre di inasprimento favorendo l’erogazione del credito, al contrario di quanto fatto negli  ultimi mesi. Un’inversione di rotta che permetterà proprio a famiglie e imprese di tornare a respirare.
Intanto si registra il dato negativo del mese di ottobre per quanto riguarda le esportazioni verso l’Unione europea: sono state pari 28,74 miliardi di dollari, rispetto ai 31,61 di settembre. In flessione anche quelle verso gli Stati Uniti pari a 28,6 miliardi di dollari.

La Cina richiama l’ Eurozona ma sopratutto la nostra penisola, l’agenzia di rating Dagong ha tolto il rating “A” al nostro paese, abbassando il merito di credito a “BBB”, segnalando così un maggiore rischio percepito dagli investitori. Tra i quattro motivi del declassamento, gli analisti cinesi pongono al primo posto la debolezza politica dell’attuale governo tecnico, che difficilmente potrà portare a termine riforme impopolari facendo affidamento su un sostegno altalenante dei partiti politici. Pesano anche l’esposizione del sistema bancario verso paesi in difficoltà, gli obiettivi di rigore fiscale troppo ambiziosi e soprattutto la recessione. Dagong infatti stima per il 2012 una diminuzione del pil dello 0,7 per cento, peggiore delle più recenti stime governative.

 

Fonte: http://tradingnostop.finanza.com


Tag: barclays capital, economia mondiale, mercati internazionali, Mercato Immobiliare, settore dell’immobiliare


Commenti

  1. dbCasa Milano dice:

    Molto probabilmente in futuro avremo siti immobiliari anche tradotti in cinese...

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